Pubblicazioni

Nella luce di Cristo
Il magistero espiscopale di Luciano Giovannetti

Nella luce di CristoIn luce Christi è il motto episcopale del vescovo Luciano Giovannetti. In esso è come racchiuso un vero e proprio programma di vita e di missione: vivere, agire, perfino “sognare” in quella luce che Cristo dona a coloro che ascoltano la sua parola e la mettono in pratica. Una luce che rifulge nei nostri cuori, li illumina e li chiama alla comunione con Dio.
Realizzato per testimoniare la memoria grata da parte di tanti per la vita e l’attività pastorale del vescovo Luciano in occasione del suo ottantesimo compleanno, questo volume è, a un tempo, uno strumento di documentazione, un contributo di studio e la voce dell’amicizia e della gratitudine. Nelle sue tre sezioni, esso raccoglie un’ampia selezione delle lettere pastorali che mons. Giovannetti ha indirizzato alla comunità ecclesiale fiesolana nei ventinove anni del suo ministero episcopale, una piccola antologia delle sue omelie, tre contributi di studio su tematiche spirituali ed ecclesiali, un’ampia raccolta di testimonianze sulla sua figura.


Un cuore solo
Papa Francesco e l’unità della Chiesa
di Riccardo Burigana

un-cuore-solo-papa-francescoFin dall’inizio del suo pontificato, papa Francesco ha mostrato quanto centrale fosse per lui l’impegno a vivere l’unità della Chiesa a partire dal suo ministero di vescovo di Roma. Nei mesi seguenti questa idea si è venuta manifestando con sempre maggiore chiarezza attraverso parole e gesti con i quali egli ha voluto richiamare i cristiani a vivere l’unità nella quotidianità dell’esperienza di fede. Proprio alle parole e ai gesti di papa Francesco per l’unità della Chiesa è dedicato questo volume, con il quale ci si propone di presentare quanto Bergoglio ha fatto e sta facendo per il cammino ecumenico, in profonda continuità con i suoi immediati predecessori da una parte, e con molte significative novità dall’altra, secondo uno stile che caratterizza il suo ministero petrino. Un’attenzione particolare è riservata ai rapporti con l’ebraismo e con la Chiesa ortodossa, il «fratello Andrea», nella persona del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I.
All’incontro con quest’ultimo durante il pellegrinaggio di Francesco in Terra Santa, 50 anni dopo lo storico abbraccio fra Paolo VI e Atenagora, è dedicato il capitolo finale.


Francesco in Terra Santa – 24/26 maggio 2014
di Alfredo De Girolamo ed Enrico Catassi

Francesco in Terra SantaIl volume “Francesco in Terra Santa – 24/26 maggio 2014” ideato e realizzato da Alfredo De Girolamo insieme a Enrico Catassi e con la prefazione del Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per la Terra Santa ed il Medio Oriente Monsignor Luciano Giovannetti e pubblicato da ETS, si propone di raccontare giornalisticamente il viaggio compiuto da Papa Francesco in Terra Santa in occasione del 50° anniversario dell’incontro a Gerusalemme tra Paolo VI e il Patriarca Atenagora.

“Vi offro la mia casa”. Queste parole, rivolte ai leader palestinese e israeliano resteranno a lungo nella memoria dopo il viaggio che Papa Francesco ha compiuto in Terra Santa.
Un invito alla pace e all’unità venuto dal cuore e dalla simpatia di un Pontefice che è già uno dei più amati della storia della Chiesa. Nel 50° anniversario dell’incontro tra Paolo VI e il Patriarca Atenagora, Bergoglio ha rilanciato il processo di unione fra le Chiese di Roma e d’Oriente, incontrando il Patriarca Bartolomeo I.
A Gerusalemme ha pregato al Muro del Pianto; a Betlemme ha espresso la sua amarezza di fronte al muro che separa israeliani e palestinesi.
Questo libro è il racconto di un pellegrinaggio difficile e insieme esaltante, fatto per parole e per immagini, accompagnate dalle testimonianze dello scrittore Abraham Yehoshua, di Vera Baboun, sindaco di Betlemme, e del rabbino David Rosen.

PDFPrefazione di Mons. Luciano Giovannetti
Introduzione
Il Tirreno, edizione di Livorno – 14 giugno 2014


Da dove vieni e dove vai?
Percorsi biblici nella Terra del Santo

Copertina-Buccheri-smallUn libro per viaggiatori, con o senza valigia, “per un viaggio che prima di essere su sabbie o asfalto è cammino per le strade dell’anima” (A. Casati).
Luca Buccheri, “biblista itinerante, pellegrino della Terra e della Parola” – come si definisce lui stesso – ha voluto con questa sua prima raccolta di meditazioni bibliche, offrire il frutto della sua decennale e appassionata esperienza di guida e animazione biblica in Terra Santa. L’originale approccio scelto coniuga la lettura dei testi sacri ebraico-cristiani al contesto geografico in cui sono nati, testimoniato anche dalle belle foto che incorniciano le riflessioni.
Un itinerario biblico e geografico sul filo delle grandi domande che muovono i passi dell’esistenza, che non mancherà di coinvolgere anche il lettore più sedentario.

Parte dei proventi di questo libro saranno devoluti al Progetto “Scolarizzazione dei bambini siriani e iracheni profughi in Libano” della Fondazione Giovanni Paolo II.


Gioventù negata

La mostra fotografica “Gioventù Negata”

La mostra fotografica “Gioventù negata” è organizzata dall’Ebret e dalla Fondazione Giovanni Paolo II con il patrocinio dell’UNICEF. I novanta scatti raccontano le durissime condizioni di vita dei bambini della Palestina e di Odessa, unendo all’impatto emotivo la qualità artistica delle immagini. Per la Palestina è la cronaca di questi giorni a parlare: i bambini crescono, soffrono, muoiono in un’atmosfera di guerra che dura da decenni. La raccontano i fotografi dell’agenzia Graffiti, da quasi vent’anni attiva in Terra Santa: Fady Adwan, Danila Lioce, Emiliano e Gianni Pinnizzotto, Sabrina Zimmitti. La storia dei bambini di Odessa, raccontata dalle fotografie di Andrea Alborno, è emblematica dei danni derivanti dalla crescita economica senza regole: in superficie la città portuale ucraina è in pieno sviluppo, mentre nel sottosuolo i più deboli, bambini e ragazzini, sopravvivono a migliaia privi di tutto, storditi dalle droghe “artigianali”.

Per l’Ebret e per la Fondazione Giovanni Paolo II si tratta di una tappa su un cammino più ampio, in cui l’obiettivo è non solo sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche costruire una clinica per la chirurgia, l’anestesia e la rianimazione pediatrica in Palestina, e più precisamente a Beit Jala (Betlemme), che da anni è invocata per colmare un drammatico vuoto nel sistema sanitario palestinese, e sostenere l’associazione The Way Home, che giornalmente, con l’aiuto ed il riconoscimento dell’UNICEF, si occupa di intervenire a favore degli “street kids”, i circa ottomila bambini del sottosuolo di Odessa.


Storia del Concilio Vaticano II
di Riccardo Burigana

Storia del Concilio Vaticano IIIl Concilio Ecumenico Vaticano II fu indetto il 25 gennaio 1959, ma si aprì soltanto l’11 ottobre 1962. La sua preparazione fu infatti lunga e complessa. La commissione antepreparatoria, presieduta dal cardinale Domenico Tardini, consultò cardinali, vescovi, congregazioni, superiori generali, università cattoliche e facoltà teologiche, per chiedere suggerimenti sugli argomenti da affrontare. Nel 1960 fu poi nominata la commissione preparatoria, che elaborò gli schemi da sottoporre ai Padri conciliari. Proprio in questa fase del lavoro emersero i pensieri e le speranze di tanti cristiani, che ritenevano ormai necessario e urgente l’avvio di un processo di aggiornamento. Dopo le convulse vicende della prima Sessione, che si concluse senza l’approvazione di un solo documento, e i primi passi della prima intersessione, la scomparsa di Giovanni XXIII (il 3 giugno 1963) e l’elezione del cardinale Giovanni Battista Montini al soglio pontificio segnarono una svolta nella vita del Concilio. Paolo VI, infatti, fin dalle prime settimane del suo pontificato si impegnò per superare le difficoltà, anche di carattere procedurale. Fino alla conclusione dei lavori (l’8 dicembre 1965), non si trattò tuttavia di un percorso semplice, visti i temi affrontati: dalla natura dell’Istituzione ecclesiastica al dialogo ecumenico, dal ruolo della Bibbia nella vita della Chiesa al rapporto tra quest’ultima e il mondo moderno.


Effetti collaterali

Effetti collaterali

Centonovantasei foto di grande impatto estetico ed emotivo, diciotto pagine di scritti con alcuni interventi autorevoli e testimonianze di chi su quella terra martoriata, che noi chiamiamo Terra Santa, ci vive.
EFFETTI COLLATERALI è un viaggio lungo 20 anni nei territori palestinesi.
Gerusalemme est, Betlemme, Gerico, Ramallah, Hebron, Tulkarem, Nablus e Gaza sono alcuni dei luoghi descritti dai dieci fotografi che dal 1990, guidati da Gianni Pinnizzotto direttore di Graffiti, hanno documentato la prima intifada, la costruzione del muro di separazione, la seconda intifada fino ai drammatici giorni dei bombardamenti su Gaza di fine dicembre 2008 inizio gennaio 2009. La famosa operazione “piombo fuso” voluta da Israele che ha prodotto enormi distruzioni, circa 1400 morti di cui quasi 400 bambini.
Questi sono gli EFFETTI COLLATERALI di un conflitto lungo più di mezzo secolo che oramai ha segnato un solco così profondo tra le coscienze dei due popoli, complice anche la comunità internazionale e la cattiva informazione, da rendere molto, molto difficile una pacificazione e la costruzione dello stato al quale legittimamente aspirano da troppi anni i palestinesi.
In questo contesto si inserisce Graffiti con i suoi reportage e le sue pubblicazioni con la speranza di poter contribuire, anche in minima parte, ad informare. EFFETTI COLLATERALI è il terzo libro edito dalla Graffiti sulla Palestina.
Il primo, “The Land of Palestine”, ha vinto il primo premio come miglior libro di reportage al festival internazionale Orvieto Fotografia nel 2006. Il secondo, “Children of Holy Land”, è stato presentato anche a Gerusalemme.


The Pope and I
Come la lunga amicizia tra un ebreo polacco e Giovanni Paolo II
promuova le relazioni ebraico-cristiane 

di Jerzy Kluger

The Pope and IQuesto libro descrive il sorprendente rapporto lungo tutta una vita tra Papa Giovanni Paolo II e il suo amico ebreo, Jerzy Kluger. La loro amicizia ha svolto un ruolo nella formazione di Karol Wojtyla quale prima conoscenza del popolo ebraico, e i suoi sforzi successivi, da papa, per superare l’eredità di antisemitismo. Anche se la loro storia è stata raccontata in precedenza, qui per la prima volta Jerzy Kluger offre il suo personale contributo della loro relazione durata molti anni. La storia inizia con la loro amicizia in una scuola elemetare in Polonia, la straordinaria sopravvivenza di Kluger alla guerra, seguita dal suo ricongiungimento con l’arcivescovo Wojtyla a Roma durante il Concilio Vaticano II. Dopo l’elezione del suo amico come Papa Giovanni Paolo II, il loro rapporto si svolge sullo straordinario progresso nelle relazioni ebraico-cristiane. Kluger racconta una storia affascinante, evidenziando le confluenze sorprendenti della storia, della politica e della religione sigillati da amicizia e rispetto reciproco.


Dall’assedio della Natività all’assedio della città
di p. Ibrahim Faltas ofm

Copertina-Ibrahim-FaltasIn ogni uomo c’è un cuore che pulsa nel desiderio di trovare libertà, giustizia, pace e felicità. In questa ricerca deve essere aiutato a comprendere che può trovarle, come un prezioso tesoro, solo alla luce del Vangelo e con sentimenti di rispetto, tolleranza, dialogo e perdono. Questo libro ne è la testimonianza. È stato scritto nel decimo anniversario dell’Assedio della Basilica della Natività a Betlemme per conservarne la memoria e per educare le nuove generazioni ai valori più alti dell’animo umano. Il libro ricorda le parole del Beato Giovanni Paolo II nei suoi numerosi appelli per salvare le vite umane e i Luoghi santi e la sofferta cronaca dei giorni drammatici dell’Assedio; sono pagine vive e sanguinanti tratte dal diario scritto da Padre Ibrahim Faltas ofm.
Dalla lettura si coglie il grande amore per Betlemme, per la Terra Santa e per la popolazione palestinese. Un amore di puro spirito francescano che proviene
da una intensa fede in Cristo, dall’umiltà e dalla passione che determinano quotidianamente scelte di pace e di solidarietà in particolare per i poveri e i deboli, per la costruzione di ponti che vanno oltre ogni ideologia e diversità.
Infine vuole esprimere anche un profondo ringraziamento a Mons. Pietro Sambi, a padre Giovanni Battistelli ofm e a padre Joannes Simon ofm per la sensibilità e per la concretezza con cui sono riusciti a ridare speranza e dignità alla popolazione, particolarmente sofferente in quel momento tanto doloroso per la storia di Betlemme. Oggi loro non ci sono più, sono tornati alla casa del Padre nella Gerusalemme celeste, ma è doveroso, in occasione di questo anniversario, ricordare il loro operato, la loro vicinanza, il loro amore nei confronti della popolazione di Betlemme e il loro impegno per il destino della città.

(dalla Prefazione di Fr. José Rodriguez Carballo, Ministro Generale Ofm)


Religioni e politica nel mondo globale. Le ragioni di un dialogo
di Vannino Chiti

Religioni e politicaNel libro Religioni e politica nel mondo globale, Vannino Chiti spiega come il cattolicesimo possa e debba affrontare le sfide del mondo attuale ridefinendo il suo ruolo nei confronti della politica e individuando le ragioni del dialogo con le altre religioni.

Esponente del PD e Vicepresidente del Senato, Chiti prosegue la riflessione avviata con Laici & Cattolici (Giunti 2008), che indagava il non sempre facile rapporto tra i cattolici e la sinistra italiana, allargando l’orizzonte al mondo globalizzato.

Il volume, che l’autore definisce politico, espone le ragioni di un confronto, necessario e coraggioso, tra il cattolicesimo e le altre religioni monoteiste sulle grandi sfide del mondo attuale: la persona e i suoi valori, i diritti individuali e collettivi, il rapporto tra politica e religione, le questioni che le separano e quelle che condividono, la necessità da parte delle forze politiche progressiste di misurarsi con le fedi e la dimensione della trascendenza.

Nel nostro tempo, la politica delle forze progressiste deve far propria l’idea che il nuovo umanesimo non si chiuda alla possibilità di accogliere Dio: per costruire quella società della tolleranza e dell’integrazione di cui abbiamo tutti bisogno e delineare un’etica mondiale condivisa, che costituisca la base della convivenza nell’epoca della globalizzazione.

“Abbiamo il compito di contribuire ad affermare un nuovo umanesimo” sottolinea Chiti. “È questo il fine principale di un dialogo e di un impegno della politica progressista e delle fedi religiose. Il terreno fondamentale d’incontro è infatti rappresentato dalla centralità della persona, dalla sua promozione, dal riconoscimento della sua dignità”.


Progetto per la Comunità Giudeo-Cristiana



In collaborazione con il Vicariato Patriarcale di Gerusalemme per la Comunità Giudeo-Cristiana si è sviluppato un intenso programma di collaborazione e di supporto alle attività dello stesso Vicariato. In particolare la Fondazione Giovanni Paolo II si è impegnata a sostenere annualmente la pubblicazione dei testi del catechismo cattolico in lingua ebraica e di altri testi connessi con l’attività pastorale della comunità. Quella dei giudeo-cristiani è una piccola comunità diffusa in tutto Israele, un’esperienza di fede e testimonianza singolare ed affascinante, preziosa per il dialogo e la comprensione reciproca, una realtà che ci auguriamo sempre più venga conosciuta e valorizzata nel comune desiderio di dialogo tra le due grandi religioni abramitiche.


Là dove tutti siamo natiLà dove tutti siamo nati

Tutto comincia un Natale di quasi trenta anni fa. Un giovane, da solo, visita Gerusalemme e i luoghi di Gesù. Ancora non c’è stata l’intifada e le strade sono affollate di turisti e pellegrini che si somigliano tanto fra di loro. C’è modo di visitare i luoghi sacri, senza muri e senza check point, accompagnato da un frate francescano. Poi si sono susseguiti tanti altri viaggi, ma questa volta non per visitare luoghi, ma per conoscere meglio gli uomini, le donne e i bambini che vivono e soffrono in Terra Santa, e aiutarli. Il libro di Renato Burigana Là dove tutti siamo nati (Società editrice fiorentina, pagg. 107, 12 euro), non è un diario di viaggio, anche se ne ha l’asciuttezza e l’acuta osservazione, ma la storia di un impegno, concreto e reale, per avvicinare fra loro tutti “gli uomini di buona volontà”.

«Si tratta di una storia autobiografica – scrive Claudio Martini, presidente della giunta regionale della Toscana, nella prefazione – narrata con passione, che s’intreccia con la vita, le storie, le esperienze di tante altre persone. Quelle dei bambini adottati a distanza con il progetto Il Cuore si scioglie. Quelle degli artigiani palestinesi i cui manufatti in olivo sono stati importati e venduti in Toscana. Quelle dei piccoli palestinesi curati in Israele grazie a “Saving Children”, il progetto di cooperazione che ha permesso di salvare la vita di oltre seimila bambini e ha avuto soprattutto il merito di far lavorare insieme personale medico e famiglie israeliane e palestinesi».

Là dove tutti siamo nati, è un racconto per imparare a essere vicini alle popolazioni del Medio oriente, effettivamente e non solo affettivamente. In appendice due scritti. La lettera pastorale del vescovo di Fiesole, monsignor Luciano Giovannetti, scritta dopo un viaggio in Terra Santa e una riflessione sulla crisi economica di Turiddo Campaini, presidente del Consiglio di sorveglianza dell’Unicoop Firenze.

Renato Burigana (Unicoop Firenze)Renato Burigana è giornalista, sposato con tre figli, è stato l’addetto stampa del cardinale Piovanelli e del sindaco di Firenze Mario Primicerio. Ha partecipato fin dall’inizio ai progetti de Il Cuore si scioglie e oggi è impegnato nella Fondazione Giovanni Paolo II e nell’Unicoop Firenze.
(scritto da Antonio Comerci per Informatore n.1 gennaio 2010)


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