Veritas in caritate anno 2015

Informazioni dall’Ecumenismo in Italia

Per la promozione dell’informazione del dialogo ecumenico in Italia il Centro Studi pubblica una rivista mensile elettronica Veritas in caritate. Informazioni dall’Ecumenismo in Italia; Veritas in caritate, che è stata fondata e è diretta da Riccardo Burigana, pubblica notizie su iniziative e incontri ecumenici in Italia (Agenda Ecumenica), su alcuni nel mondo (Una finestra sul mondo), su incontri interreligiosi in Italia (Dialogo interreligioso), presentazione di volumi di carattere storico-religioso (Qualche lettura), articoli e segnalazioni stampa sull’ecumenismo in Italia e nel mondo (Per una rassegna stampa dell’ecumenismo), documenti del magistero sull’ecumenismo (Documentazione ecumenica), testi a commento del Concilio Vaticano II (Sul Concilio Vaticano II) di spiritualità delle tradizioni cristiane (Spiritualità ecumenica) e di storia del movimento ecumenico  (Memorie Storiche).


ANNO-2015

♦ Newsletter Veritas in caritate n.10 (2015)
«Tanta barbarie ci lascia sgomenti»
«Cari fratelli e sorelle, desidero esprimere il mio dolore per gli attacchi terroristici che nella tarda serata di venerdì hanno insanguinato la Francia, causando numerose vittime. Al Presidente della Repubblica Francese e a tutti i cittadini porgo l’espressione del mio fraterno cordoglio. Sono vicino in particolare ai familiari di quanti hanno perso la vita e ai feriti. Tanta barbarie ci lascia sgomenti e ci si chiede come possa il cuore dell’uomo ideare e realizzare eventi così orribili, che hanno sconvolto non solo la Francia ma il mondo intero. Dinanzi a tali atti, non si può non condannare l’inqualificabile affronto alla dignità della persona umana. Voglio riaffermare con vigore che la strada della violenza e dell’odio non risolve i problemi dell’umanità e che utilizzare il nome di Dio per giustificare questa strada è una bestemmia! Vi invito ad unirvi alla mia preghiera: affidiamo alla misericordia di Dio le inermi vittime di questa tragedia. La Vergine Maria, Madre di misericordia, susciti nei cuori di tutti pensieri di saggezza e propositi di pace. A Lei chiediamo di proteggere e vegliare sulla cara Nazione francese, la prima figlia della Chiesa, sull’Europa e sul mondo intero. Tutti insieme preghiamo un po’ in silenzio e poi recitiamo l’Ave Maria.»: questo numero di «Veritas in caritate» era stato chiuso il 31 ottobre nel giorno in cui si fa memoria dell’inizio della Riforma luterana e era pronto per essere inviato, quando venerdì sera a Parigi » è esplosa sotto gli occhi del mondo la «barbarie», come l’ha definita papa Francesco nelle parole che il pontefice ha pronunciato dopo la recita dell’Angelus domenica 15 novembre.

♦ Newsletter Veritas in caritate n.8-9 (2015)
«Perché c’è molto da fare…»
Con queste parole mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, da qualche mese eletto presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza Episcopale Italiana, ha concluso il suo intervento al Sinodo Valdo-Metodista che si è tenuto a Torre Pellice dal 23 al 28 agosto; quest’anno il Sinodo era chiamato inevitabilmente a confrontarsi con la visita di papa Francesco, al Tempio Valdese di Torino, il 22 giugno, e con le sue conseguenze per il dialogo ecumenico, in particolare tra cattolici e valdesi. La visita del papa ha suscitato un vivace dibattito, nel quale le speranze per l’apertura di una nuova stagione ecumenica si sono trovate a convivere con le posizioni di coloro che, talvolta proprio per la paura di questa nuova stagione, hanno cercato di dare alla visita di papa Francesco una interpretazione minimale e riduttiva con il chiaro intento di guardare al passato invece di affidarsi al presente per costruire un futuro ecumenico nella testimonianza comune che sappia arricchire le comunità locali valorizzando le differenze nella luce di Cristo.

♦ Newsletter Veritas in caritate n.7 (2015)
«Menorah dell’impegno ecumenico»
«Quale messaggio viene all’impegno dei cristiani per la loro unità in Cristo dalla visita di Papa Francesco alla Chiesa evangelica della riconciliazione di Caserta il 28 luglio 2014? Vorrei rispondere a questa domanda per corrispondere all’invito fraterno rivoltomi a un anno da quell’evento dal pastore e amico Giovanni Traettino. Lo farò rivisitando i discorsi del pastore evangelico e del vescovo di Roma, che mi sembra abbiano acceso insieme una luminosa “menorah” dell’impegno ecumenico, una sorta di candelabro a sette braccia destinato ad ardere nei nostri cuori e nel santuario del Dio vivo, che ci chiama a essere uno in Cristo»: con queste parole mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, da qualche settimana presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto il suo intervento, Memoria e profezia di un incontro ecumenico, al convegno, che si è tenuto a Caserta nel primo anniversario della visita di papa Francesco alla comunità della Chiesa Evangelica della Riconciliazione; di questo intervento vengono pubblicati ampi stralci, ripresi da «L’Osservatore Romano», nella Documentazione Ecumenica, per favorire un ulteriore sviluppo della riflessione sulla centralità della testimonianza ecumenica, dal momento che le parole di mons. Forte vanno ben al di là di una pura celebrazione della visita di papa Francesco, per altro importante per il significato che essa ha assunto, per delineare un cammino che la Chiesa Cattolica deve continuare a percorrere, ascoltando le parole e seguendo i gesti di papa Francesco in favore della causa dell’unità che parte da una conversione del cuore.

♦ Newsletter Veritas in caritate n.6 (2015)
Una pagina di storia
La visita di papa Francesco al Tempio Valdese di Torino, lunedì 22 giugno, è stata una «pagina di storia» non solo per il movimento ecumenico in Italia; infatti le parole e i gesti che hanno animato questo incontro, hanno mostrato la comune volontà di andare oltre la pura celebrazione di una tappa importante del dialogo ecumenico, nella quale fare un bilancio di quanto fatto indicando qualche questione aperta. Con la visita di papa Francesco al Tempio Valdese si è aperta una nuova stagione nel cammino dei cristiani verso la costruzione visibile dell’unità proprio alla luce dello spirito con il quale si è svolto questo incontro e delle proposte che sono state avanzate per cercare di superare lo scandalo della divisione, nella consapevolezza della centralità della riconciliazione tra cristani come primo irrinunciabile passo verso una comunione viva, nella quale scoprire le ricchezze delle tante tradizioni che hanno provato, per secoli, a rileggere il messaggio evangelico, accentuando degli aspetti rispetto a altri, senza riuscire a creare un dialogo.

♦ Newsletter Veritas in caritate n.4-5 (2015)
«Pellegrino di pace»
«Costruire e dialogare, perdonare e crescere»: questi sono stati i verbi che più di altri hanno caratterizzato la giornata che papa Francesco ha trascorso a Sarajevo, dove egli si è recato come «pellegrino di pace». La visita a Sarajevo è stato un momento particolarmente importante nella comprensione di cosa la Chiesa Cattolica deve fare per promuovere un dialogo che sia radicato sull’ascolto reciproco, sulla condivisione delle tradizioni, anche quando queste appaiono inconciliabili o portano con sé ferite profonde; la riconciliazione della memoria ha costituito un tema dominante a Sarajevo, dove l’invocazione al perdono, senza perdere la memoria di quanto è successo nel XX secolo, ha guidato le parole e i gesti di papa Francesco nei suoi numerosi incontri.

♦ Newsletter Veritas in caritate n.3 (2015)
«Soli Deo Gratia»
«Soli Deo Gratia»: con queste parole Valdo Bertalot ha voluto concludere il ricordo di suo padre, Renzo Bertaolt, scomparso il 19 marzo, a Brescia, dove viveva da qualche tempo insieme alla sua moglie. Renzo Bertalot, pastore valdese, è stato uno dei protagonisti del dialogo ecumenico in Italia nella seconda metà del XX secolo, per formazione e per vocazione: i suoi studi, prima a Roma e poi a Montreal, gli avevano dato la possibilità di comprendere quanto i cristiani fossero chiamati a dialogare, dopo secoli di silenzi e di scontri, proprio per vivere fino in fondo quanto già li univa profondamente in Cristo; in Italia, soprattutto a Venezia, Renzo Bertalot aveva contribuito a alimentare la stagione dell’ecumenismo, che si stava aprendo con la celebrazione del Vaticano II.

♦ Newsletter Veritas in caritate n.2 (2015)
«I martiri sono tutti cristiani»
«Oggi ho potuto leggere dell’esecuzione di quei ventuno o ventidue cristiani copti. Dicevano solamente: “Gesù aiutami!”. Sono stati assassinati per il solo fatto di essere cristiani. Lei, fratello, nel suo discorso ha fatto riferimento a quello che succede nella terra di Gesù. Il sangue dei nostri fratelli cristiani è una testimonianza che grida. Siano cattolici, ortodossi, copti, luterani non importa: sono cristiani! E il sangue è lo stesso. Il sangue confessa Cristo. Ricordando questi fratelli che sono morti per il solo fatto di confessare Cristo, chiedo di incoraggiarci l’un l’altro ad andare avanti con questo ecumenismo, che ci sta dando forza, l’ecumenismo del sangue. I martiri sono di tutti i cristiani, preghiamo gli uni per gli altri»: con queste parole papa Francesco si è rivolto al reverendo John P. Chalmers, Moderatore della Chiesa Riformata di Scozia, in occasione dell’udienza del 16 febbraio; lo ha fatto nella propria lingua materna, interrompendo il discorso preparato, per indicare ancora una volta ciò che egli ritiene una priorità per il dialogo ecumenico: la condivisione dei cristiani che testimoniano fino alla morte la loro sequela a Cristo, la denuncia da parte di tutti i cristiani di ogni forma di violenza e la costruzione della pace nel mondo.

♦ Newsletter Veritas in caritate n.1 (2015)
«Dammi un po’ d’acqua da bere»
«Dammi un po’ d’acqua da bere»: è questo il passo del Vangelo di Giovanni (4,7), scelto dal Consiglio Ecumenico delle Chiese e dal Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, insieme, come avviene da decenni, per aiutare i cristiani a riflettere, durante la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, su come vivere e come costruire l’unità visibile della Chiesa, partendo dalla lettura della Parola di Dio per alimentare la preghiera senza la quale ogni dialogo teologico è vano. Quest’anno la preparazione del Sussidio per la Settimana di preghiera è stata affidata ai cristiani brasiliani, al Consiglio Nazionale delle Chiese cristiane in Brasile (Conic), che ha una lunga storia di confronto e di condivisione nella ricerca delle strade con le quali testimoniare la fedeltà al comando evangelico dell’essere uno e rendere sempre più efficare la missione della Chiesa.