Veritas in caritate anno 2016

Informazioni dall’Ecumenismo in Italia

Per la promozione dell’informazione del dialogo ecumenico in Italia il Centro Studi pubblica una rivista mensile elettronica Veritas in caritate. Informazioni dall’Ecumenismo in Italia; Veritas in caritate, che è stata fondata e è diretta da Riccardo Burigana, pubblica notizie su iniziative e incontri ecumenici in Italia (Agenda Ecumenica), su alcuni nel mondo (Una finestra sul mondo), su incontri interreligiosi in Italia (Dialogo interreligioso), presentazione di volumi di carattere storico-religioso (Qualche lettura), articoli e segnalazioni stampa sull’ecumenismo in Italia e nel mondo (Per una rassegna stampa dell’ecumenismo), documenti del magistero sull’ecumenismo (Documentazione ecumenica), testi a commento del Concilio Vaticano II (Sul Concilio Vaticano II) di spiritualità delle tradizioni cristiane (Spiritualità ecumenica) e di storia del movimento ecumenico  (Memorie Storiche).


ANNO 2016

Newsletter Veritas in caritate n.12 (2016)
Costruire la pace
«La Chiesa si è impegnata per l’attuazione di strategie nonviolente di promozione della pace in molti Paesi, sollecitando persino gli attori più violenti in sforzi per costruire una pace giusta e duratura. Questo impegno a favore delle vittime dell’ingiustizia e della violenza non è un patrimonio esclusivo della Chiesa Cattolica, ma è proprio di molte tradizioni religiose, per le quali “la compassione e la nonviolenza sono essenziali e indicano la via della vita”. Lo ribadisco con forza: “Nessuna religione è terrorista”. La violenza è una profanazione del nome di Dio. Non stanchiamoci mai di ripeterlo: “Mai il nome di Dio può giustificare la violenza. Solo la pace è santa. Solo la pace è santa, non la guerra!”»: queste parole fanno parte del Messaggio di papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2017; questa Giornata è giunta alla sua 50° edizione, dal momento che venne istituita da papa Paolo VI, all’indomani della conclusione del Vaticano II per recepire una delle istanze, più dibattute negli anni in concilio, cioè la necessità di trovare nuove forme e nuove occasioni per manifestare quanto la Chiesa Cattolica avesse a cuore la costruzione della pace in terra.

Newsletter Veritas in caritate n.11 (2016)
Che cosa è l’ecumenismo?
«L’unità dei cristiani è un’esigenza essenziale della nostra fede. …. l’unità non è il frutto dei nostri sforzi umani o il prodotto costruito da diplomazie ecclesiastiche, ma è un dono che viene dall’alto…. l’unità si fa camminando… , l’unità non è uniformità… l’unità non è assorbimento. L’unità dei cristiani non comporta un ecumenismo “in retromarcia”, per cui qualcuno dovrebbe rinnegare la propria storia di fede; e neppure tollera il proselitismo, che anzi è un veleno per il cammino ecumenico. Prima di vedere ciò che ci separa, occorre percepire anche in modo esistenziale la ricchezza di ciò che ci accomuna, come la Sacra Scrittura e le grandi professioni di fede dei primi Concili ecumenici. Così facendo, noi cristiani possiamo riconoscerci come fratelli e sorelle che credono nell’unico Signore e Salvatore Gesù Cristo, impegnati insieme a cercare il modo di obbedire oggi alla Parola di Dio che ci vuole uniti. L’ecumenismo è vero quando si è capaci di spostare l’attenzione da sé stessi, dalle proprie argomentazioni e formulazioni, alla Parola di Dio che esige di essere ascoltata, accolta e testimoniata nel mondo»: queste sono alcune delle parole che papa Francesco ha rivolto ai partecipanti alla Sessione plenaria del Pontificio Consiglio per la promozione per l’unità dei cristiani, il 10 novembre.

Newsletter Veritas in caritate n.10 (2016)
La santità nell’unità
«Alla nostra Madre del Cielo, Regina di tutti i Santi, affidiamo le nostre intenzioni e il dialogo per la ricerca della piena comunione di tutti i cristiani, affinché siamo benedetti nei nostri sforzi e raggiungiamo la santità nell’unità»: con queste parole papa Francesco ha concluso la sua omelia in occasione della celebrazione eucaristica nello Swedbank Stadion di Malmö, che è stata l’ultima tappa di un viaggio breve, ma particolarmente rilevante e significativo per la vita della Chiesa; infatti i due giorni in Svezia, soprattutto il primo, sono stati un passaggio fondamentale nel cammino di riconciliazione dei cristiani per una testimonianza sempre più condivisa di Cristo nella Chiesa e al mondo. Sono tanti i gesti e le parole che hanno mostrato quanto cattolici e luterani sono decisi a proseguire il cammino ecumenico, sviluppando e approfondendo temi e momenti con i quali vivere l’unità in modo da rendere sempre più efficace l’annuncio della Buona Novella.

Newsletter Veritas in caritate n.9 (2016)
Perdere tempo?
«Qualcuno può pensare che il Papa perde tanto tempo: fare tanti chilometri di viaggio per visitare una piccola comunità di 700 persone, in un Paese di 2 milioni… Eppure è una comunità non uniforme, perché fra voi si parla l’azero, l’italiano, l’inglese, lo spagnolo…: tante lingue… È una comunità di periferia. Ma il Papa, in questo, imita lo Spirito Santo: anche Lui è sceso dal cielo in una piccola comunità di periferia chiusa nel Cenacolo. E a quella comunità che aveva timore, si sentiva povera e forse perseguitata, o lasciata da parte, dà il coraggio, la forza, la parresia per andare avanti e proclamare il nome di Gesù! E le porte di quella comunità di Gerusalemme, che erano chiuse per la paura o la vergogna, si spalancano ed esce la forza dello Spirito. Il Papa perde il tempo come lo ha perso lo Spirito Santo in quel tempo!»: queste sono le parole pronunciate da papa Francesco, dopo la preghiera dell’Angelus, domenica 2 ottobre, a Baku, a poche ore dalla conclusione del suo viaggio in Georgia e in Azerbaijan, che è stato un passaggio significativo per la promozione del dialogo ecumenico e del dialogo interreligioso per la costruzione della pace.

Newsletter Veritas in caritate n.8 (2016)
«Per l’opera meravigliosa…»
«In unione con i fratelli e le sorelle ortodossi, e con l’adesione di altre Chiese e Comunità cristiane, la Chiesa Cattolica celebra oggi l’annuale “Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato”. La ricorrenza intende offrire ai singoli credenti ed alle comunità la preziosa opportunità di rinnovare la personale adesione alla propria vocazione di custodi del creato, elevando a Dio il ringraziamento per l’opera meravigliosa che Egli ha affidato alla nostra cura, invocando il suo aiuto per la protezione del creato e la sua misericordia per i peccati commessi contro il mondo in cui viviamo»: con queste parole si apre il messaggio di papa Francesco per la IIª Giornata mondiale di preghiera per la casa del creato, istituita dal pontefice lo scorso anno proprio per indicare l’importanza che la Chiesa Cattolica attribuisce alla «cura del creato» nella testimonianza dell’evangelo nei tempi contemporanei in una prospettiva ecumenica; la Giornata nasceva anche sull’onda della pubblicazione dell’enciclica Laudato sì, che tanto interesse ha suscitato, e suscita, anche al di fuori dell’ambito della Chiesa Cattolica, per le indicazioni offerte per una pastorale quotidiana.

Newsletter Veritas in caritate n.7 (2016)
«Dialogo e preghiera»
In queste ultime settimane si sono moltiplicati gli atti di violenza che hanno condotto alla morte uomini e donne, portando sofferenze e sconforto in tanti paesi del mondo: dalla Francia, alla Siria, dal Bangladesh agli Stati Uniti, solo per citarne alcuni di un panorama che ha assunto una dimensione globale, sollevando tante domande su cosa gli uomini e le donne di buona volontà possono e devono fare per mettere fine a questa stagione di violenza con la costruzione della pace che deve essere fondata sull’accoglienza e sulla giustizia. Come papa Francesco è tornato a dire, anche di recente, ci deve essere una condanna ferma, chiarissima, senza se e e senza ma, di questa violenza che genera altra violenza, che nasce dalla desolazione di non vedere una speranza per il domani; si tratta di una condanna della violenza che serve anche per denunciare qualunque tentativo di attribuire questa violenza alla religione e di giustificare questa violenza con la religione: per il papa ci troviamo di fronte a una guerra, a pezzi, con modalità, in parte, completamente nuove rispetto alla concezione classica di una guerra, ma non si può parlare in alcun modo, di una guerra di religione, come invece in tanti, anche solo per fare effetto, riprendendo il vecchio schema dello «sconto di civiltà», uno slogan che non aiuta a comprendere articolazioni e complessità dei tempi presenti, dove confluiscono tensioni e ferite del XX secolo.

Newsletter Veritas in caritate n.6 (2016)
«La memoria è fonte di pace e di futuro»
«Qui prego, col dolore nel cuore, perché non vi siano più tragedie come questa, perché l’umanità non dimentichi, sappia vincere con il bene il male. Dio conceda all’amato popolo armeno e al mondo intero pace e consolazione. Dio custodisca la memoria del popolo armeno, la memoria non va annacquata ne’ dimenticata, la memoria è fonte di pace e di futuro»: queste sono le parole che papa Francesco ha scritto nel Libro d’oro del Memoriale delle vittime del Metz Yeghérn, il massacro del popolo armeno sotto l’impero ottomano del 1915, a Tzitzernakaberd, la collina della rondini, sabato 25 giugno, nella seconda giornata della sua visita in Armenia; in questa visita la condanna del genocidio degli armeni e l’invito alla riconciliazione sono state evocate più volte per sottolineare come la memoria debba essere conservata per favorire la costruzione della pace con la quale impedire il ripetersi di quelle tragedie che hanno causato milioni di morti, aprendo delle ferite che, spesso proprio per la cecità dell’umanità, sono ancora aperte.

Newsletter Veritas in caritate n.5 (2016)
«Fedeltà alla bussola del Vaticano II»
«Fu sempre pastore totalmente dedito al bene dei sacerdoti e dei fedeli tutti, nel segno di una solida fedeltà alla bussola del Concilio Vaticano Secondo»: con queste parole papa Francesco ha definito il cardinale Loris Francesco Capovilla, scomparso il 26 maggio, in un telegramma indirizzato a mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo; nel telegramma il papa ha voluto ricordare anche quanto il cardinale Capovilla ha fatto per far conoscere Giovanni XXIII «della cui memoria fu zelante custode e valido interprete». Di papa Giovanni Capovilla era stato segretario prima a Venezia e poi a Roma, condividendo quelle istanze per un «aggiornamento» della Chiesa con il quale, alla luce di tutta la tradizione bimillenaria della Chiesa, rendere sempre più viva e attuale la missione dell’annuncio e della testimonianza dell’evangelo nel mondo; in questo processo di «aggiornamento», che ebbe nell’apertura del concilio Vaticano II il suo momento più visibile, fondamentale era il richiamo alla riscoperta di cosa già univa i cristiani perché da questo si doveva partire per sviluppare e per approfondire il cammino ecumenico, nel quale la Chiesa Cattolica era chiamata a ripensare le modalità della sua partecipazione rispetto a quello che era stato fatto, e non fatto, nella prima metà del XX secolo, quando il movimento ecumenico contemporaneo aveva cominciato a muovere i suoi primi passi.

Newsletter Veritas in caritate n.4 (2016)
Il nostro incontrarci
«Il nostro incontrarci oggi si propone di contribuire a infondere coraggio e speranza a coloro che cercano rifugio e a tutti coloro che li accolgono e li assistono. Esortiamo la comunità internazionale a fare della protezione delle vite umane una priorità e a sostenere, ad ogni livello, politiche inclusive che si estendano a tutte le comunità religiose. La terribile situazione di tutti coloro che sono colpiti dall’attuale crisi umanitaria, compresi tantissimi nostri fratelli e sorelle cristiani, richiede la nostra costante preghiera»: con queste parole si conclude la Dichiarazione congiunta, sottoscritta da papa Francesco, da Bartolomeo, patriarca ecumenico di Costantinopoli, e da Ieronymus, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, a Lesbo, il 16 aprile, al termine di una giornata particolarmente significativa per il cammino ecumenico.

Newsletter Veritas in caritate n.3 (2016)
Con cuore addolorato…
«Con cuore addolorato ho seguito le tristi notizie degli attentati terroristici avvenuti ieri a Bruxelles, che hanno causato numerose vittime e feriti. Assicuro la mia preghiera e la mia vicinanza alla cara popolazione belga, a tutti i familiari delle vittime e a tutti i feriti. Rivolgo nuovamente un appello a tutte le persone di buona volontà per unirsi nell’unanime condanna di questi crudeli abomini che stanno causando solo morte, terrore o orrore. A tutti chiedo di perseverare nella preghiera e nel chiedere al Signore, in questa Settimana Santa, di confortare i cuori afflitti e di convertire i cuori di queste persone accecate dal fondamentalismo crudele, per l’intercessione della Vergine Maria. Facciamo la preghiera: “Ave o Maria, …” Adesso, in silenzio, preghiamo per i morti, per i feriti, per i familiari e per tutto il popolo belga»: con queste parole papa Francesco ha concluso l’udienza pubblica del 23 marzo, con la quale il papa ha voluto manifestare, ancora una volta, la vicinanza a tutti coloro che hanno sofferto e soffrono per la «barbarie» del terrorismo, e chiedere al Signore la «conversione» di coloro che sono «accecati dal fondamentalismo crudele».

Newsletter Veritas in caritate n.2 (2016)
In cammino…
«Una volta io ho detto che se l’unità si fa nello studio, studiando la teologia e il resto, forse verrà il Signore e ancora noi staremo facendo l’unità. L’unità si fa camminando, camminando: che almeno il Signore, quando verrà, ci trovi camminando. Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio»: con queste parole, durante il volo che lo portava da L’Avana a Città del Messico, papa Francesco ha commentato l’incontro con il Patrarca Kirill. incontro che era avvenuto poche ore prima, nel primo pomeriggio di venerdì 12 febbraio, nell’aeroporto della capitale cubana. Il papa di Roma e il patriarca di Mosca si sono «finalmente» incontrati, dopo anni nei quali si era parlato tanto di questo incontro, tra progetti, trattative, speranze e delusioni.

♦ Newsletter Veritas in caritate n.1 (2016)
Chiamati per annunziare
«Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio»: questo è il passo della I Lettera di Pietro che è stato scelto per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani del 2016. Si tratta di un passo neotestamentario che pone, ancora una volta, in evidenza il fatto che «come cristiani siamo impegnati al servizio di Dio, nel portare a tutti il suo amore, che ci ha resi santi, non perché i cristiani sarebbero più virtuosi degli altri, ma santi nella Grazia di Dio. Malgrado, allora, il fatto che i cristiani appartengono a diverse tradizioni, la Parola di Dio, su cui pregano, studiano e riflettono è fondamentale in una comunione, per quanto incompleta», come si può leggere nella lettera, firmata da mons. Bruno Forte, dal pastore Massimo Aquilante e dal metropolita Gennadios Zervos, lettera che è stata riprodotta Documentazione Ecumenica.