Veritas in caritate n.5 (2016)

Centro studi per l'ecumenismo

«Fedeltà alla bussola del Vaticano II»
«Fu sempre pastore totalmente dedito al bene dei sacerdoti e dei fedeli tutti, nel segno di una solida fedeltà alla bussola del Concilio Vaticano Secondo»: con queste parole papa Francesco ha definito il cardinale Loris Francesco Capovilla, scomparso il 26 maggio, in un telegramma indirizzato a mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo; nel telegramma il papa ha voluto ricordare anche quanto il cardinale Capovilla ha fatto per far conoscere Giovanni XXIII « della cui memoria fu zelante custode e valido interprete». Di papa Giovanni Capovilla era stato segretario prima a Venezia e poi a Roma, condividendo quelle istanze per un «aggiornamento» della Chiesa con il quale, alla luce di tutta la tradizione bimillenaria della Chiesa, rendere sempre più viva e attuale la missione dell’annuncio e della testimonianza dell’evangelo nel mondo; in questo processo di «aggiornamento», che ebbe nell’apertura del concilio Vaticano II il suo momento più visibile, fondamentale era il richiamo alla riscoperta di cosa già univa i cristiani perché da questo si doveva partire per sviluppare e per approfondire il cammino ecumenico, nel quale la Chiesa Cattolica era chiamata a ripensare le modalità della sua partecipazione rispetto a quello che era stato fatto, e non fatto, nella prima metà del XX secolo, quando il movimento ecumenico contemporaneo aveva cominciato a muovere i suoi primi passi.

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Il Salmo collettivo di UN PONTE PER BETLEMME 2016

Un-ponte-per-Betlemme

Anche quest’anno,
da tante città del nostro Paese abbiamo elevato suppliche e pensieri di pace.
Ma il muro e le colonie non hanno smesso di devastare la terra palestinese della città di Betlemme.
Per questo proviamo a dare più forza alla preghiera di Giuseppina, Giuly, Pieranna, Stefano, Antonella, Suor Rosalba e Dora, facendole diventare una sola voce in un unico salmo. Augusta, Enrico, Riccardo, Cristina, Pasqua, Lia, e i ragazzi delle IIIE di Ragusa riconosceranno qualcuno dei loro pensieri di pace e Antonio, Chiara, Gianpietro, Fabrizio, Maria, don Claudio, Francesca, Silvana (e tanti altri!) non lasceranno che la rassegnazione spenga la sete di giustizia che potrebbe inaugurare un Giubileo di riconciliazione per i due popoli, nell’uguaglianza e nel rispetto dei diritti di tutti in Terra Santa.
Preghiamo insieme, singoli e comunità e diffondiamo questo salmo di scrittura collettiva, per chiedere ad una sola voce il dono della giustizia per il popolo palestinese.

ECCO IL TESTO da diffondere e utilizzare per gli incontri che vogliono celebrare la Giornata del Primo marzo, contro il muro di Betlemme.

Veritas in caritate n.2 (2016)

Centro studi per l'ecumenismo

In cammino…
«Una volta io ho detto che se l’unità si fa nello studio, studiando la teologia e il resto, forse verrà il Signore e ancora noi staremo facendo l’unità. L’unità si fa camminando, camminando: che almeno il Signore, quando verrà, ci trovi camminando. Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio»: con queste parole, durante il volo che lo portava da L’Avana a Città del Messico, papa Francesco ha commentato l’incontro con il Patrarca Kirill. incontro che era avvenuto poche ore prima, nel primo pomeriggio di venerdì 12 febbraio, nell’aeroporto della capitale cubana. Il papa di Roma e il patriarca di Mosca si sono «finalmente» incontrati, dopo anni nei quali si era parlato tanto di questo incontro, tra progetti, trattative, speranze e delusioni.

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Rubrica Video Backlight di Marco Italiano

Gozi: rinunciare a Schengen è rinunciare all’Europa
Il Sottosegretario: non siamo più sicuri se rinunciamo alla nostra libertà

“L’idea di rinunciare a Schengen è una vera follia. Perseguire questa strada vuol dire rinunciare all’Europa”. È questa la convinzione del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei, Sandro Gozi, espressa in una intervista alla rubrica VideoBackLight di Marco Italiano, pubblicata su Video Backlight.

Quella di Gozi sarà la prima di una serie di video interviste che la rubrica proporrà per un esame dei principali temi di politica italiana ed europee.
Nell’intervista il sottosegretario Gozi evidenzia infatti come la libera circolazione dei cittadini europei, insieme alla moneta unica, rappresenti uno dei due pilastri su cui si regge l’Unione. “Ecco perché – spiega Gozi – rinunciare a Schengen significa minare le fondamenta dell’Europa”. Del resto, osserva il sottosegretario di Stato, il ripensamento di Schengen rappresenterebbe una pericolosa marcia indietro, non solo in relazione al problema della crisi dei rifugiati, ma anche riguardo alla lotta contro il terrorismo internazionale. “Se rinunciamo alla nostra libertà, non siamo affatto più sicuri”, spiega Gozi, secondo il quale per rispondere alle due imponenti sfide dell’immigrazione e del terrorismo non bastano risposte unicamente nazionali ma occorrono efficaci politiche europee “cominciando innanzitutto ad utilizzare al meglio gli strumenti che abbiamo, prima ancora di pensare a crearne di nuovi”. Piuttosto, infatti, secondo il sottosegretario con delega agli Affari europei occorre mettere insieme “risorse operative e finanziarie per gestire al meglio le frontiere esterne europee: di qui, la proposta italiana, che finalmente l’Europa ha fatto propria, di creare una polizia delle frontiere esterne, una guardia costiera europea”. Ma questo, da solo, non basta. Occorre infatti, sottolinea Gozi, creare un vero regime e sistema di asilo comune europeo “superando le regole di Dublino, e in primis quel principio secondo cui lo stato di primo approdo è lo stato che poi deve gestire tutte le domande di asilo”.

Newsletter Veritas in caritate n.1 (2016)

Centro studi per l'ecumenismo

Chiamati per annunziare
«Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio»: questo è il passo della Iª Lettera di Pietro che è stato scelto per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani del 2016. Si tratta di un passo neotestamentario che pone, ancora una volta, in evidenza il fatto che «come cristiani siamo impegnati al servizio di Dio, nel portare a tutti il suo amore, che ci ha resi santi, non perché i cristiani sarebbero più virtuosi degli altri, ma santi nella Grazia di Dio. Malgrado, allora, il fatto che i cristiani appartengono a diverse tradizioni, la Parola di Dio, su cui pregano, studiano e riflettono è fondamentale in una comunione, per quanto incompleta», come si può leggere nella lettera, firmata da mons. Bruno Forte, dal pastore Massimo Aquilante e dal metropolita Gennadios Zervos, lettera che è stata riprodotta Documentazione Ecumenica.

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