Siria. I bambini e la guerra, le ferite nascoste

Quasi 6 milioni di bambini siriani vivono sotto i bombardamenti. Di questi, circa 3 milioni sono cresciuti vedendo solo la guerra (fonte UNHCR). Questi numeri rendono evidente la necessità di un intervento mirato rivolto ai piccoli siriani colpiti da disturbi post traumatici da stress. Nasce in quest’ottica il progetto di collaborazione tra Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Fondazione Giovanni Paolo II che ha come obiettivo formare gli operatori siriani sul trattamento dei bambini affetti da disturbi post traumatici da stress in modo da ridurre gli effetti a breve e a lungo termine sul piano psicopatologico, comportamentale e cognitivo. Parla di questo la Dott.sa Mariella Enoc, Presidente dell’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. (Roma, 26 aprile 2017)

Pasqua 2017

Pasqua 2017

Il Signore converta il cuore di chi semina terrore e morte e di chi traffica in armi
(Papa Francesco)

Fratellanza, Condivisione, Solidarietà
con la comunità dei Cristiani Copti d’Egitto

Santa Pasqua di Resurrezione

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Concorso artistico letterario “Il coraggio della fragilità”

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In occasione del 15° della fondazione della Fraternità della Visitazione, nell’ambito delle iniziative “Un anno per riflettere”, è stato indetto un concorso artistico letterario, che invita ad esprimere la forza nascosta in ogni umana fragilità. Il tema della fragilità è un tema universale , ci riguarda e nello stesso tempo riguarda ogni creatura,  ogni essere umano. È un orizzonte che ci accomuna, e si declina in tanti modi:  dalla fragilità dell’essere donna, alla fragilità del corpo nella malattia, della mente, alla fragilità economica dei nostri tempi.  In allegato il testo del bando con le indicazioni per la partecipazione.

Locandina
Volantino
Bando del concorso

I misteri della Siria

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Il patto con il diavolo, Fulvio Scaglione, 2016, BUR Biblioteca Universale Rizzoli

Sono ormai venticinque anni che i Paesi occidentali vivono il dramma del terrorismo islamico, ma nonostante guerre, alleanze sancite e instaurazione di regimi “amici”, la situazione resta incandescente. Ma è davvero impossibile fermare gli islamisti? E per quale motivo i popoli del Medio Oriente ci appaiono irriducibilmente ostili, anche quando ci presentiamo con le migliori intenzioni? Nella prima inchiesta che ha il coraggio di affrontare a fondo le responsabilità dell’Occidente, Fulvio Scaglione – che ha vissuto da inviato tutti i conflitti che hanno generato l’attuale crisi mediorientale, dalla Cecenia all’Afghanistan fino all’Iraq – racconta i clamorosi errori di valutazione, gli affari non sempre limpidi, le alleanze sbagliate a tradite, e mette a nudo ciò che potevamo fare e che invece non abbiamo fatto contro il terrorismo islamico. Dalle fratture ereditate dalle politiche coloniali ai danni causati con la rovinosa “guerra al terrore”, dalla visione superficiale sull’lsis e la sua organizzazione all’unione di politica e interessi che ha determinato le strategie in Medio Oriente, Scaglione passa in rassegna la lunga lista di disastri in cui ci siamo impantanati. E mette in discussione le basi su cui abbiamo fondato le nostre scelte, a partire dall’illusione di poter “esportare la democrazia” e imporre in ambiente islamico usi e costumi occidentali: perché, al di là della propaganda, “i tentativi di travasare i riti della nostra democrazia hanno sempre prodotto dei mostri politici”.